Il blocco dello scrittore non esiste

Trovandosi di fronte a una pagina bianca, la cosa peggiore che si possa fare è arrendersi. Gli scrittori amano parlare di “blocco dello scrittore”, perché suona bene, suona reale e, soprattutto, suona come qualcosa contro cui non si possa fare nulla.

Questo, ovviamente, non è vero.

Il primo segnale della falsità di questo presupposto sta nel fatto che il blocco dello scrittore è straordinariamente circoscritto: non impedisce, per esempio, di mandare lunghe e-mail. O di scrivere un post sui social. Quello che il blocco dello scrittore vuole dire in realtà, è che ci siamo arenati su qualcosa di preciso, le frasi scorrono lente, la parola rimane morta sulla pagina.

Riconoscendo che il blocco dello scrittore in quanto tale non esiste, è possibile combatterlo. Ecco alcune strategie.

Liberarsi del blocco

Fare un passo indietro

Se senti di esserti arenata in un punto, non rimanere a fissare la pagina sperando che cambi qualcosa. Cambia aria. Va’ a fare qualcosa di diverso: cucina, giardinaggio, una serie TV, una passeggiata…

Liberati dell’ossessione della perfezione

La prima bozza di un manoscritto non è perfetta. La scena che fatichi a descrivere non è perfetta. Non importa: sarai la sola a vedere questa prima stesura. Ed è sempre possibile migliorare qualcosa che esiste, piuttosto che perfezionare il nulla.

Ricomincia dall’inizio

Torna alle origini della storia, e approcciala come se la vedessi per la prima volta. Rileggila tutta da principio. È il modo migliore per riconoscere dove hai preso la strada sbagliata – perché è successo. Da qualche parte prima del punto in cui ti sei bloccata, hai fatto una svolta errata: magari hai seguito un personaggio invece che un altro più interessante, oppure hai forzato le azioni di un personaggio costringendolo a comportarsi in un modo che non gli è proprio. Il problema potrebbe essere sorto poche pagine prima del blocco, o interi capitoli prima. Non aver paura di tagliare via i rami che si rivelano secchi!

Andare in profondità

Talvolta, il motivo per cui non si riesce ad andare avanti è che è ora di andare a fondo. In questi momenti, il blocco dello scrittore è davvero una scusa: una scusa per non descrivere una scena che ci riguarda da vicino, o esplorare emozioni e sentimenti che vorremmo non ci appartenessero. Ci sono luoghi bui nel passato di ciascuno di noi, che preferiremmo dimenticare – ma la scrittura a volte li porta alla luce, e ci è richiesto un estremo atto di coraggio per farlo.

Darsi una scadenza

Un celebre proverbio dice che la fretta è cattiva consigliera. Alle volte, però, la scarica di adrenalina di una vicina scadenza è esattamente quello che ci vuole per mettere da parte tutto il resto e lavorare in modo focalizzato. Concentrando le proprie forze diventa più semplice scegliere cosa tenere e cosa buttare in una storia (per inciso, almeno il 10% di una prima bozza è superfluo).

Cosa accade dopo?

Quando ci approcciamo a una storia, ci sono cose che conosciamo, e cose che ignoriamo. Sappiamo che i nostri personaggi dovranno incontrarsi in quella città, ma non come ci arriveranno. Che tra quei due scoppierà una storia d’amore, ma sarà prima o dopo l’incontro con la strega? In generale, un romanzo è una struttura tanto ampia e complessa che saranno molte più le cose che non conosciamo, che i nostri punti fermi. Che tu stia seguendo o meno un canovaccio, non importa: ti stai muovendo da un punto al successivo, ma difficilmente sai tutto ciò che avviene nel mezzo.

Scrivere è un po’ come avanzare nella nebbia in automobile. I fari illuminano la strada un pezzo alla volta, ma conosci la destinazione (e magari qualche paese nel mezzo). Perciò, se non sai cosa accade ora – descrivi il paese successivo. Avvicinati alla destinazione, un pezzo di strada alla volta.

Il blocco dello scrittore non esiste. Ma esistono scuse, paure, e svolte errate. Ciascuna di queste si può affrontare, a patto di non arrendersi al bianco della pagina vuota. 

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