Quando fantasy si traduce isekai: le dimensioni alternative del Giappone

Come preannunciato nell’articolo precedente, il brano di oggi avrà come oggetto gli stilemi che dal mondo asiatico dei manga si sono espansi a macchia d’olio – prima inondando le librerie giapponesi, e poi approdando sui lidi nostrani. Ovviamente non mi riferisco alle scelte tipiche di ciascun sottogenere (chiunque conosca un poco il mondo dei manga, è a conoscenza delle sue varie categorie: shōjo, shōnen, josei, etc.), come per esempio “l’amore ostacolato dalla comparsa di un rivale” tipico delle storie romantiche per ragazzine. Vorrei trattare piuttosto quei momenti che subiscono variazioni minime tra un’opera e l’altra all’interno di un medesimo genere, (quello fantastico) e sottogenere (isekai).

Il termine isekai, letteralmente “altra dimensione” identifica un sottogenere della produzione fantasy giapponese (light novels, manga, anime e videogiochi), basato sull’arrivo di una persona normale su un mondo diverso da quello d’origine. In questa analisi, mi concentrerò quindi sulle scelte di trama isekai più popolari in termini di ambientazione, incidente scatenante e caratteristiche dell’eroe (o eroina).

Ambientazione e caratteristiche del sottogenere isekai

Oggetto dell’isekai sono spesso storie di realizzazione di un desiderio (wish fullfillment), in quanto i loro protagonisti sono persone bistrattate o socialmente impacciate nel mondo d’origine (NEET, gamers, hikkomori, impiegati sfruttati dalle loro aziende…). Nel nuovo mondo, le stesse abilità che li rendevano dei pariah diventano una ricchezza, portando loro riconoscimento sociale, denaro o amore.

Ma che aspetto ha il nuovo mondo? Sorprendentemente, le differenze tra un’opera e l’altra sono davvero minime, e forse riflettono una percezione del pubblico nipponico. Infatti, l’altra dimensione altro non è che uno stralcio un po’ infantile di Europa medioevale, dove aristocratici, cavalieri e sette religiose si scontrano con mostri, demoni e le razze tipiche del fantasy (demi-umani, elfi, nani). Qui il nuovo arrivato potrà dimostrare la superiorità delle proprie idee progressiste e dell’economia capitalista, insegnando a quei selvaggi come bisogna vivere. Vi dice qualcosa?

Incidente scatenante

Nell’incidente scatenante, il protagonista viene strappato alla sua vita normale e portato in un altro mondo. Questo avviene secondo due modalità:

  1. Il protagonista muore improvvisamente (investito da un camion/auto, in seguito a maltrattamenti da parte della famiglia, o per l’aver trascurato la propria salute in funzione del lavoro). Incontra una divinità che propone la reincarnazione in un altro mondo, spesso allegando al pacchetto una serie di poteri speciali che gli renderanno la vita più facile.
  2. Il protagonista viene evocato con un cerchio magico, spesso portando con sé stranieri ignari (si sa, i cerchi magici non sono così precisi). Si ritrova davanti un re e una principessa, che chiedono l’aiuto dell’eroe per risolvere il problema locale.
Il camion colpisce ancora
L’ennesima vittima di un camionista in un isekai – ma è sempre lo stesso camion? Una famiglia?

Esiste anche un terzo caso: il protagonista è nato e cresciuto nel nuovo mondo, ma un incidente gli fa recuperare i ricordi della sua vita precedente (nel vecchio mondo). Oppure, in seguito a una malattia improvvisa, il corpo di un abitante del nuovo mondo viene occupato dallo spirito del protagonista.

Quale che sia l’incidente scatenante, il protagonista dovrà scontrarsi con la logica del nuovo mondo per ottenere ciò che desidera.

Caratteristiche dell’eroe (o eroina)

Come in gran parte dei manga, il (o la) protagonista è giovane, avvenente, incompreso. O se non lo è, lo diventa: a questo serve la reincarnazione! Per fortuna però si iniziano a vedere delle crepe in questo stereotipo. A fronte dell’impossibilità di disegnare un protagonista brutto (chi comprerebbe il manga?), alcuni autori hanno scelto di reincarnare il proprio protagonista in qualcosa di non umano o inanimato. Ci hanno quindi regalato umani reincarnati come: goblin (Re:Monster), ragni (Kumo Desu ga, Nani ka?), slime (Tensei shitara suraimu datta ken), spade (I Was a Sword When I Reincarnated), stazioni termali (I Was Reincarnated as a Hot Spring in an Alternate World, and I’m Way Too Effective – It’s Not Like it Feels Good Because I’m Inside of You or Anything!?), distributori automatici (Reborn as a Vending Machine, I Now Wander the Dungeon).

I poteri che hai sempre desiderato

Che siano acquisiti naturalmente, dono di una divinità benevola o ottenuti con duro lavoro, i poteri speciali sono una componente fondamentale del sottogenere isekai. La comprensione linguistica viene fornita di default, ma spesso il protagonista ottiene anche abilità speciali (cheat abilities) che lo rendono straordinariamente potente – tanto potente, in effetti, che le peripezie attraverso il nuovo mondo diventano poco più che una passeggiata turistica. Tanto più che queste abilità possono crescere, esattamente come nel passaggio di livello di un videogioco.

Più interessanti sono quelle storie in cui al protagonista non vengono forniti poteri speciali, ed egli deve cavarsela sfruttando le sue conoscenze pregresse. È il caso, per esempio, del manga “Exterminator” – in cui un disinfestatore muore, viene trasportato in un altro mondo, e continua a fare il disinfestatore (usando le sue conoscenze pregresse per eliminare infestanti mostruosi).

 

Che vi piaccia o meno, sempre più spesso fantasy coincide (di fatto, se non di diritto) con isekai. Il genere è diventato così popolare che nel 2016 un concorso per racconti brevi ha esplicitamente vietato la sottomissione di opere isekai. Lo stesso ha fatto la casa editrice Kadokawa nel 2017, nel suo concorso per romanzi in stile anime. Non è difficile intuire le motivazioni dietro il successo di questo sottogenere, ma confesso che il livello molto basso di gran parte delle pubblicazioni mi preoccupa. Il fantasy è già considerato narrativa di evasione: il fiorire di storie superficiali, mirate alla soddisfazione di un bisogno di riconoscimento immediato, ottenuto senza sforzo come un premio (ma premio per cosa?), alienerà ancor di più quella grande fetta di pubblico che lo ritiene un genere di serie B. Eppure, le potenzialità dell’isekai sono enormi: mettendo il nostro mondo in contatto con uno diverso, ci consentono di esplorarne limiti, possibilità, potenzialità e problematiche.

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