Guida aggiornata ai sottogeneri del fantasy: Contenuto, Parte III

Torniamo anche questa settimana con la nostra rubrica dedicata ai sottogeneri del fantasy. Dopo una categorizzazione basata sul “Tono“, siamo passati a una in base al “Contenuto” (ecco i link per la parte I e parte II). Essendo quest’ultima abbastanza corposa, siamo già alla terza e penultima puntata. Speriamo il vostro interesse sia vivo come all’inizio!

Ma veniamo ai prossimi 10 sottogeneri del fantasy.

Paranormal Fantasy

In una città più o meno grande, ma ugualmente ricca di intrattenimenti, si muovono creature soprannaturali che minacciano la quiete (o l’aperitivo) di giovani eroi perfettamente integrati. Se l’ambientazione cittadina e la presenza di vampiri, licantropi, o qualsivoglia altra mostro antropomorfo solletichi la vostra curiosità richiama pesantemente le atmosfere dell’urban fantasy; così come la presenza di una storia d’amore con una delle sopracitate creature faccia sfociare nel popoloso mondo del paranormal romance; ciò non significa che il paranormal fantasy non abbia caratteristiche proprie. Da Buffy L’Ammazzavampiri a Shadowhunters, il paranormal fantasy è un sottogenere di enorme successo. Atmosfere un po’ pulp, conflitti in cui la posta in gioco è tuttalpiù la quiete cittadina, un tono scanzonato: ecco cosa potete aspettarvi da un paranormal fantasy.

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: The Dresden Files di Jim Butcher

Politico

Un worldbuilding sofisticato e credibile è una delle condizioni necessarie per un fantasy politico. Senza la presenza di società complesse e organizzazioni stratificate, è difficile immaginare lo scontrarsi di idee politiche e volontà di potenza. Che si tratti di macchinazioni diaboliche o di dibattiti alla luce del sole, il fantasy politico offre uno spaccato realistico dei conflitti societari di un’altra dimensione. I protagonisti sono solitamente giovani un po’ ingenui, che finiscono invischiati come pedine in un gioco di cui devono apprendere le regole; per smascherare un piano di conquista o sfruttamento dei più deboli.

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: Gli inganni di Locke Lamora di Scott Lynch

Portal Fantasy

Fratello minore del più popolare genere Isekai, il portal fantasy è un’etichetta descrittiva utilizzata per indicare la presenza di una soglia tra il nostro mondo e un altro. Che si tratti della tana del Bianconiglio o dell’armadio di Lucy, l’esistenza di un portale di collegamento tra mondi paralleli o dimensioni alternative è un topos popolarissimo nella letteratura fantastica. Non sorprende quindi che possano essere definiti portal fantasy opere molto diverse tra loro: da “Il castello errante di Howl” ad “Outlander”.

Se questa classificazione vi sembra superficiale (in qualche misura, lo è!), vale comunque la pena sottolineare che le storie del sottogenere portal fantasy sono spesso accumunate da alcuni problemi. Il fatto che il/la protagonista sia trasportat* in un mondo di cui fino a poco prima ignorava l’esistenza, e costrett* a prendere una posizione in merito a questione specifiche di una società di cui conosce molto poco, solleva non pochi interrogativi. Per prima cosa, rende il conflitto impersonale: perché al protagonista (e a noi) dovrebbe importare qualcosa del destino di quel mondo? Secondo, la presenza di un obbiettivo negativo: quando il solo desiderio del protagonista è tornare a casa o evitare di essere imprigionato, il conflitto appare stagnante. Infine, c’è il rischio consistente di propugnare uno stereotipo tristemente popolare e altamente dannoso, quello del “white savior”: lo straniero che arriva dal nulla tra i “selvaggi” locali, ne impara le tradizioni nel giro di una settimana, e – divenuto migliore nello svolgerle (essendo intrinsecamente migliore, è ovvio!) di chi lo ha accolto – le utilizza per ribaltare le sorti di una battaglia fondamentale per i locali. Il film “Avatar” ne è un esempio plateale.

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: Coraline di Neil Gaiman

Fantasy Apocalittico e Post-apocalittico

Ho deciso di trattare questi due sottogeneri insieme per chiarezza, e perché hanno in comune qualcosa di piuttosto corposo: la fine del mondo. Che essa sia imminente (fantasy apocalittico) o ci già trascorsa (fantasy post-apocalittico), nulla sarà più lo stesso. Le regole della natura e della civiltà per come la conosciamo – e per come la conoscono gli abitanti di quel Mondo fantastico – sono state distorte, devastate, girate al contrario. La magia ha preso il posto che era della scienza, le foreste si sono riappropriate delle città, gli oceani hanno sommerso parte delle terre emerse: può essere stato un cataclisma, una pandemia o una guerra nucleare, non importa. Per il fantasy apocalittico, non c’è più nulla da fare. Per quello post-apocalittico, la fine del mondo è ormai un ricordo tanto lontano da essere divenuto una leggenda.

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: La quinta stagione di N. K. Jemisin

Quest Fantasy

Ecco un altro elemento che definisce molta, anzi moltissima, della narrativa fantastica. Un gruppo di eroi parte per salvare qualcuno, o ottenere qualcosa di fondamentale per la risoluzione di un conflitto. Durante la loro quest, gli eroi incontreranno e affronteranno con coraggio e abnegazione ostacoli di ogni genere, mettendosi alla prova. Superando queste mille peripezie otterranno più di ciò per cui sono partiti: una versione migliore di loro stessi.

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: Lo hobbit di J. R. R. Tolkien

Realismo Magico

Non ritengo del tutto corretto considerare il realismo magico come un sottoinsieme del fantasy, perché implicherebbe immaginare per questo genere di stampo prettamente letterario una genesi ben diversa da quella che ha avuto realmente. Innanzitutto, mentre il fantasy “moderno” ha un’origine anglofona, il realismo fantasy nasce in Sud America come movimento artistico, prima ancora che come genere letterario. Secondo, la vocazione delle opere di realismo magico è esplicitamente e fondamentalmente politica: alcuni studiosi dichiarano che questo genere sia un’estensione della società post-coloniale, nella quale gli autori cercano di venire a patti con il divario tra coloni e colonizzati (esattamente come, nel realismo magico, coesistono mondo reale e mondo magico).

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: I bambini della mezzanotte di Salman Rushdie

Romantico 

Un sottogeneri che si spiega da solo è il fantasy romantico, che enfatizza enfatizza la componente fantastica quanto quella romantica in egual misura. Molte di queste storie hanno alcuni elementi in comune: un’eroina in cui sia facile identificarsi (impacciata, bellezza naturale – qualsiasi cosa ciò voglia dire, remissiva) ha perso la propria casa e il proprio posto nella sua società d’origine. Arrivata in un nuovo gruppo, sarà accettata e troverà la propria dimensione.

Credo non sia difficile individuare in questo schema il percorso tipico che portava la giovane sposa ad abbandonare la casa materna e trasferirsi nella comunità del marito. Trattandosi di eventi di un passato recente, è naturale che essi si ritrovino ancora (quasi inalterati) nel percorso formativo di moltissimi personaggi femminili. Per quanto godibili siano queste storie dal carattere immediatamente riconoscibile, auspico comunque che, con tempi nuovi, si impongano anche storie nuove.

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: L’Attraversaspecchi di C. Dabos

Steampunk

I romanzi steampunk postulano una realtà alternativa in cui l’estetica e la tecnologia di età Vittoriana non siano mai uscite di scena. Se al motore a vapore e alle gonne a balze si unisce un’abbondante dose di magia (o di tecnomagic), ecco nascere un’atmosfera ibrida in cui la creatività non conosce confini. E infatti, nel grande calderone dello steampunk bollono romanzi new weird, romance, di fantascienza; oltre a film, videogiochi, giochi di ruolo e merchandising.

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: Alice nel paese della vaporità di F. Dimitri

Storico

Il fantasy storico è ambientato in un passato (o presente) reale, ma vi include elementi fantastici. Per esempio, come si sarebbe svolta la conquista del West, se invece che grandi mandrie e cavalli ci fossero stati dei dinosauri? … O qualcosa del genere.

Shaun Keenan – Dinosaurs of the Wild West

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: La trilogia di Bartimeus di J. Stroud

Supereroico

Gran parte, se non tutte, le storie in cui compaiono dei supereroi entrano a buon diritto nel sottogeneri del fantasy supereroico. Quando non si parla esplicitamente di magia, ci si va molto vicino: alcune dinamiche e certi fenomeni sono letteralmente fuori dal mondo, e non rispondono alle leggi fisiche che ci vincolano. Marvel e DC hanno fatto la fortuna di questo sottogenere, cosicché non esiste davvero nessuno che non conosca i nomi di Batman, Ironman, Spiderman o Wonder Woman. Insomma, non è necessario aggiungere altro!

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: Wild Cards di G. R. R. Martin

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