Guida aggiornata ai sottogeneri del fantasy: Contenuto, Parte II

Eccoci con un’altra puntata della nostra guida aggiornata ai sottogeneri del fantasy. Dopo una prima classificazione in base al “Tono“, siamo passati a quella per “Contenuto“.
Se vi siete persi la prima parte, correte a leggerla, perché oggi continuiamo con altre categorie: dalla “F” di “Fiabesco” alla “N” di “New Weird”.

Fiabesco

Ricetta per un fantasy fiabesco: prendete delle storie tanto note da essere divenute archetipi. A vostra discrezione, togliete gli aspetti più crudi e la violenza grafica. Aggiungete un pizzico di modernità e tridimensionalità a personaggi classici. Servire accompagnato dalle morali della storia originale.

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: Le fate dell’ombra di George MacDonald

Flintlock Fantasy

Il quasi intraducibile “flintlock” è un termine che identifica qualsiasi arma da fuoco che utilizzi un meccanismo di accensione a pietra focaia. Il sottogenere fantasy che ne porta il nome ne comporta anche l’utilizzo; perciò un flintlock fantasy è ambientato in un XVII o XVIII secolo alternativi, quando queste armi erano al vertice della propria popolarità.

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: I mille nomi di Django Wexler

Futuristico

Il fantasy futuristico rappresenta una costola della fantascienza. Rappresentando una regione di contatto tra due generi da sempre soggetti a contaminazione, si può far derivare direttamente dalla narrativa speculativa (che li comprende entrambi). Qualsiasi genesi si voglia ascrivere al fantasy futuristico, il lettore può aspettarsi di trovare tecnologie avanzate, una scienza che sconfina nella magia e conflitti che strizzano l’occhio alle problematiche contemporanee.

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: Shannara di Terry Brooks

Gaslamp Fantasy

Come il flintlock fantasy, anche il gaslamp fantasy condivide la fascinazione per l’epoca vittoriana. Le lampade a gas implicite nel nome non rappresentano un aspetto fondamentale dell’ambientazione, ma svolgono una funzione quasi simbolica: sono araldi di un mondo luminoso che vuole uscire dalle tenebre. Tuttavia, la grigia e tossica nebbia di Londra domina gran parte della narrazione, lasciando alla luce molto poco spazio. Per chi si stesse chiedendo quale sia la differenza tra gaslamp fantasy e steampunk, riporto quanto detto dall’ideatrice del termine:

I called it Gaslamp Fantasy because, around the time we were bringing Girl Genius out, there was a comic called Steampunk on the shelves and I didn’t want any confusion. Plus, I’ve never liked the term steampunk much for our work, it’s derived from cyberpunk (a term which I think actually fits its genre well) but we have no punk, and we have more than just steam, and using a different name seemed appropriate. I mis-remembered a term that I had come across in the foreword to an H. Rider Haggard book, where the author was talking about Jules Verne, H.G. Wells, Rider Haggard and that sort of pre-pulp adventure material, and came up with “Gaslamp Fantasy.” I felt a bit foolish when I discovered that I had made up my own term, but it works and I like it.

Kaja Foglio, autrice di Girl Genius

In altre parole, la differenza è (come spesso accade) una scelta commerciale.

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: Chrestomanci di Diana W. Jones

Gunpowder Fantasy

Un’altra sottocategoria con poca ragione di esistere: l’ambientazione gunpowder fantasy, semplicemente, prevede l’esistenza della polvere da sparo. Pertanto, comprende il flintlock fantasy; in aggiunta alle armi da fuoco antiche e moderne.

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: Il prisma nero di Brent Weeks

Isekai

Del fenomeno isekai (corrispondente grossolanamente alla categoria cross-world fantasy) ho già parlato in un altro articolo. Seppur preponderante nel panorama fantastico asiatico, dove spopolano anime, manga e light novels i cui personaggi sono trasportati dal nostro mondo a un altro, l’interesse per questo topos è andato calando nella narrativa occidentale. Oserei dire che il cross-world fantasy abbia perso molta della sua spinta creativa dopo averci regalato “Alice nel paese delle meraviglie” e “Le cronache di Narnia”: di certo sembra che non sia ancora arrivata da noi la lunga onda del successo commerciale di questo sottogenere.

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: Il cannocchiale d’ambra di Philip Pullman

Legend Fantasy

Se siete fan del folklore e delle leggende locali, non potete proprio perdervi il legend fantasy, che da queste trae ispirazione per creare nuove storie. Simile per natura al fantasy fiabesco, vi troverete però meno creature magiche e più personaggi dell’epica classica.

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: Lavinia di Ursula K. Le Guin

Militare

Trattandosi di un intero sottogenere dedicato soldati e mercenari, il fantasy militare si sovrappone flinlock e al gunpowder fantasy se i personaggi possiedono armi da fuoco. Aspettatevi violenti conflitti e sanguinose battaglie, mentre i protagonisti si battono per il proprio credo politico, per potere o per denaro – o perché no, per tutti e tre insieme. Questi romanzi sono caratterizzati da una forte carica grottesca, maniacale attenzione alla vita negli accampamenti, e un certo gusto macabro per la violenza grafica. Se queste non fanno per voi, meglio starne alla larga!

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: la trilogia della Prima Legge di Joe Abercrombie

Mitico

Se supponiamo che il fantasy abbia raccolto l’eredità del mito, incanalando in una forma più vicina alla sensibilità moderna la pulsione verso il soprannaturale e il tentativo di trovare risposta alle domande fondamentali dell’essere uomini; il fantasy mitico rappresenta il più antico esempio di fantasy. Esso comprende storie che si pongono nella stessa dimensione universale del mito, ma in cui si muovono archetipi contaminati dalla tradizione posteriore.

Un po’ come il legend fantasy, anche il fantasy mitico rinnova i personaggi che abbiamo già incontrato nelle mitologie occidentali e orientali. Le divinità potranno mantenere i propri nomi, ma personalità e motivazioni sono modificate, modellate su una ratiointrisa di modernità. 

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo di Rick Riordan

New weird (detto anche Slipstream)

Un sottogenere che sta acquistando incredibile popolarità in tutto il mondo è il new weird. Partito come prodotto di nicchia, quasi sperimentale per temi e lingua, il new weird sfida le definizioni. Moderno, non lineare; una sorta di realismo magico al confine tra fantasy, fantascienza e narrativa mainstream: è più facile dire cosa non è. Non segue le regole aristoteliche: inizia e non finisce. Non segue un ordine cronologico: gioca con il tempo e lo spazio. Promette e non mantiene. 

La sola cosa che realmente accomuni questi romanzi è come fanno sentire il lettore: straniato, e parecchio confuso

TITOLO ESEMPLIFICATIVO: Area X di Jeff VanderMeer 

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