Moedisia

Leggere “Creature dell’assenza” è come ascoltare un racconto intorno al fuoco, dove a scaldarti non è solo la fiamma ma anche le parole che saturano l’atmosfera e restano a mezz’aria tra la leggenda e la realtà.
È un racconto che avvolge e consola, un balsamo per l’anima che, con dolcezza e discrezione lenisce le ferite lasciate dalle assenze.
“Anatomia del fantasy” è un saggio ineccepibile. Tocca ogni aspetto del fantasy in una chiave estremamente contemporanea e, citando ogni libro possibile e immaginabile, porta una folata d’aria fresca su questo genere. Un libro pregno di consigli, citazioni da evidenziare con cura, adatto sia per chi vuole scrivere che per chi vuole capire i segreti di questo genere oggi. Inoltre contiene perle di analisi antropologica, psicologica, sociale e attivismo puro per tutta la sua durata. Sono sicuro che anche il più grande esperto di fantasy troverà più di una cosa da imparare.
“Creature dell’assenza” è una storia delicata come una carezza eppure profonda e inquieta come l’Adriatico, che custodisce i dolori, i sogni e le vite delle due protagoniste, e che prende forma in Jadranka: lei e le altre “creature dell’assenza” insegnano come i vuoti non possono essere riempiti, ma possono essere raccontati e, in quanto condivisi, umanamente curati.
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