Ricette letterarie: i mizu yokan per la cerimonia del tè

Il mio amore per il tè ha radici lontane: ho iniziato a berlo da piccolina, senza zucchero e con il ghiaccio, durante i periodi in cui mi ammalavo di acetone (chetoacidosi). Mi piaceva così tanto, mi dava talmente sollievo, che iniziai subito a consumarlo anche quando non stavo male.

In adolescenza il tè è diventato un obbligo durante la lettura o le lunghe serate di bingewatching di anime e serie tv. Da adulta, una coccola a cui non rinuncio e che sto già passando a mia figlia (lei pensa di bere il mio stesso tè, invece gli allungo delle tisane annacquate!).

Quando nel 2014 io e Seph abbiamo preso un volo e, zaino in spalla, ci siamo girate mezza Corea del sud, visitare piantagioni di tè e assistere alla cerimonia tradizionale è stato quasi d’obbligo.

Abbiamo avuto la fortuna di sperimentare ben due volte questa cerimonia: la prima volta durante il nostro soggiorno presso il tempio di Geumsansa, la seconda volta al museo del tè di Boseong.

Ogni giorno è un buon giorno

Leggere “Ogni giorno è un buon giorno” mi ha riportato, in qualche misura, a quei momenti. Ho ritrovato il silenzio e la pace che accompagnava le nostre giornate immerse nei boschi nel complesso del tempio, la solitudine (ma non la malinconia, badate) mentre passeggiavamo tra i filari verdi della piantagione. Una sorta di tempo dilatato, rassicurante e rasserenante.

«Ci sono cose che puoi provarci quanto e come vuoi ma non le capisci finché non arriva il momento giusto. Però quando poi un giorno le capisci, dopo non puoi far finta di niente».

“Ogni giorno è un buon giorno” di Morishita Noriko

I miyu yokan sono dei dolci, tipicamente estivi, da accompagnare al tè. Si preparano con la marmellata di azuki, i fagioli rossi, e da quella partiremo per la nostra ricetta.

Premessa: si può partire a preparare la marmellata di azuki dal fagiolo secco. Si mettono in ammollo per 12 ore e si fanno bollire per 30 minuti.
Io in casa avevo dei faglioli rossi in scatola, quindi ho saltato a piè pari questo passaggio.

Mizu yokan

Ingredienti:
250 g di fagioli rossi (azuki),
120 g di zucchero,
300 ml d’acqua,
2-3 g di agar agar

Preparazione:
Sgocciolate i fagioli dal liquido di conserva e sciacquateli sotto l’acqua corrente. Scolateli bene e metteteli in un pentolino antiaderente con 100 g di zucchero e 50 ml d’acqua.
Cuocete a fuoco medio circa 10-15 minuti, finché lo zucchero sarà sciolto e i fagioli cominceranno a disfarsi.
Frullateli con un frullatore a immersione e continuate la cottura finché avrete la consistenza tipica della marmellata.
Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.
Mettete lo zucchero rimasto e l’agar agar in una pentola antiaderente e mescolate con una frusta versando poca acqua alla volta. Ponete su fuoco basso e cuocete finché lo zucchero e l’agar agar si saranno sciolti completamente.
(Nel procedimento che trovate sulle storie IG di oggi, io ho usato la gelatina in fogli perché non sono riuscita a trovare l’agar agar durante il lockdown).
Aggiungete la marmellata di azuki, mescolate bene e cuocete 2 minuti.
Bagnate dei bicchierini o degli stampi e distribuitevi la preparazione.
Trasferite in frigorifero e lasciate consolidare almeno 2-3 ore.
Servite accompagnando a del tè verde o matcha.

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