Ricette letterarie: albicocche dalla Persia

Sentendo parlare dello straordinario romanzo “La donna che leggeva troppo” della scrittrice irano-statunitense Bahiyyih Nakhjavani, difficilmente si dirà che è un romanzo incentrato sul cibo. All’apparenza, non lo è: la vita della poetessa persiana Tàhirih, che nel XIX secolo si oppose alle autorità secolari e causò scandalo, rifiutando di indossare il velo e soprattutto di tacere; apre la porta a numerose interpretazioni e temi – la natura della verità, il peso della conoscenza, e l’iniquità della stessa. Tuttavia, nel trattare questi temi la scrittura di Nakhjavani è ricca e florida, densa e pastosa – e intessuta di ricette. Ecco un esempio:

The Wife of the Mayor was a substantial woman, a heavy woman, and throwing herself on the ground was not something she did often or with ease. But on this occasion, she spread her bulk out on the floor with all the grace of a fat tail of grilled lamb on a pillow of saffron rice. She lay prone at the Mayor’s feet like a stuffed aubergine baked in pomegranate source. And as the heady perfume of roses filled the tea room, she blabbered of prophecies.
The Mayor found it hard to distinguish prophecies from recipes when his Wife was talking.

“La donna che leggeva troppo” di B. Nakhjavani

La descrizione di una donna con le frasi “una grassa cosa d’agnello su un letto di riso allo zafferano” e “una melanzana ripiena in salsa di melograno” è parecchio singolare, ma molto in linea con una narrazione in cui le donne, cui viene sistematicamente tolta la voce, si fanno sentire tramite le proprie pietanze. Le loro profezie somigliano a ricette, e viceversa.

Vista la mia fascinazione per la cucina parsi e iraniana, uno degli effetti collaterali di questa lettura è stato farmi venire una gran voglia di cucina etnica. Non mi ritengo sufficientemente esperta da proporvi la cucina tradizionale di un’altra Nazione (il cui patrimonio gastronomico, pur poco conosciuto, è ricco e variegato quanto il nostro), quindi ho scelto di farmi ispirare dalla sola voce “estera” del romanzo. La moglie dell’ambasciatore britannico, come me, approccia questa impresa con curiosità e titubanza.

Her ladyship shuddered. The cook’s retribution had arrived: stewed fruit and jellies topped by virulent yellow custard. (…)
«Just dessert, madam?» offered the satirist beside her, raising a wry brow.

“La donna che leggeva troppo” di B. Nakhjavani
Budino di riso con confettura di albicocche
Budino di riso con confettura di albicocche, ricetta ispirata da “La donna che leggeva troppo” di B. Nakhjavani

Budino di riso con confettura di albicocche

Ingredienti:
150 g di riso integrale,
750 ml di latte,
400 g di albicocche,
100 g di zucchero,
5 cucchiai di farina di riso (oppure metà dose di amido di mais),
1 cucchiaio di miele di acacia,
5 semi di cardamomo,
cannella q.b.
semi di papavero q.b.
foglie di menta q.b.

Preparazione:
Frullate il riso integrale crudo fino a ridurlo a una polvere grossolana e mettetelo in un pentolino.
Aggiungete al riso 700 ml di latte, un cucchiaio di miele, la cannella e 3 semi di cardamomo (apriteli con un coltello prima di aggiungerli).
Cuocete il riso per circa 40 minuti, mescolandolo in modo che non attacchi sul fondo del pentolino.
Quando il riso sarà cotto, dovrebbe essere presente ancora molto latte: se così non fosse, aggiungetene mezzo bicchiere. Unite al composto di latte e riso circa 2 cucchiai di farina di riso e mescolate fino a che sarà completamente assorbita: servirà ad addensare il latte in una crema.
Mondate le albicocche, tagliatele a pezzettini e mettetele in un pentolino.
Aggiungete alle albicocche 50 ml di latte, lo zucchero, i restanti semi di cardamomo.
Cuocete la frutta a fuoco vivace per 10 minuti circa, fino a che la frutta si sarà disfatta.
Aggiungete alla frutta 2 cucchiai di farina di riso per addensarne il succo, e lasciate raffreddare.
(Se la confettura vi sembra stucchevole, aggiungete un po’ di scorza di limone)
Versate il budino di riso in ciotole di vetro e livellate il composto. Lasciate raffreddare completamente a temperatura ambiente.
Una volta che il budino sarà freddo, distribuite sopra 1 cucchiaio di confettura di albicocche e livellate con un cucchiaino.
Guarnite con semi di papavero e foglie di menta.

Note alla ricetta: La cucina persiana ha sapori e combinazioni che possono risultare stucchevoli al palato europeo. Per questa ricetta ho ridotto molto lo zucchero – ma potete sbizzarrirvi e creare la variante che più preferite, magari con melograno e acqua di rose, e le molte spezie tipiche dell’Iran (zafferano, cardamomo, cannella…).

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