Easyreading: una font inclusiva per tutti

In un articolo precedente, ho parlato in modo approfondito dell’importanza delle font come strumento comunicativo. Tuttavia, un carattere non deve essere soltanto esteticamente pregevole, bensì anche fruibile a un pubblico più ampio possibile. In altri termini, la font utilizzata deve essere leggibile a tutti e per tutti nello stesso modo.

Questo valore aggiunto del carattere è fondamentale per agevolare la lettura di chi è dislessico o ipermetrope, ma non solo: i moderni principi del design inclusivo rappresentano infatti un’opportunità per realizzare font che agevolino la lettura per tutti. In questo modo, non è più necessario distinguere tra font per normolettori (Arial, Calibri, Lucida Sans…) e font per lettori dislessici (Open Dyslexic), generalmente considerati strumenti compensativi.

Lucida Sans, Calibri, Easyreading e OpenDyslexic.
Due font per normolettori (Lucida Sans e Calibri), una font a progettazione universale (Easyreading) e una per lettori dislessici (OpenDyslexic).

Inclusività e design tipografico

L’affaticamento visivo necessario alla decodifica della parola scritta, per esempio, è problema comune a tutti; e in questo senso, l’utilizzo di caratteri ad alta leggibilità facilita la percezione dell’immagine a livello retinico e la sua comprensione anche per normo lettori.

Un approccio del tutto in linea con i principi del Design for All:

  • Equità (fruibilità da parte di tutti);
  • Flessibilità (adattabilità a individui con abilità diverse); 
  • Semplicità d’uso;
  • Percettibilità (trasmissione delle informazioni sensoriali);
  • Tolleranza all’errore;
  • Contenimento dello sforzo fisico;
  • Spazi idonei per l’uso.

Il problema è così sentito che il 5 giugno 2018 il WAI (Web Accessibility Initiative, ente che si occupa dell’accessibilità a internet per conto del Forum Europeo sulla Disabilità) ha pubblicato delle raccomandazioni circa l’ottimizzazione delle impostazioni degli spazi del testo. Il bilanciamento degli spazi è in qualche modo proprio di ciascuna font; perché ogni font, a parità di dimensione tipografica, ha una differente dimensione ottica – quindi le linee guida sugli spazi tipografici del WAI sono interpretabili come una presa di posizione verso la leggibilità dei caratteri. Esse sono:

  • Interlinea di testo pari ad almeno 1.5 volte la dimensione del carattere;
  • Spaziature tra le lettere di almeno 0.12 volte la dimensione del carattere;
  • Spaziatura tra le parole di almeno 0.16 volte la dimensione del carattere.

La sfida diventa quindi costruire font che indirizzino le problematiche specifiche del lettore dislessico, senza alienarsi il normo lettore. Questi problemi sono essenzialmente due: lo scambio percettivo tra lettere simili per forma (per esempio: m ed nb) e l’affollamento percettivo (per esempio, coppie di lettere ravvicinate diventano simili ad altro: nn mrn e m).

Easyreading

Qualche tempo fa ho avuto occasione di assistere alla presentazione di una nuova font inclusiva, ispirata al principio del Design For All: Easyreading®. Easyreading comprende sia caratteri con grazie che caratteri senza grazie, sfruttando questa specifica tipografica per prevenire lo scambio percettivo tra lettere di forma simile. Inoltre, in Easyreading le lettere ascendenti (d, b) e quelle discendenti (p, q) hanno una dimensione superiore di circa il 70% rispetto alla media degli altri font: questo incremento riduce il rischio di confondere la lettera con le vicine p, q, d, b e insieme previene lo scivolamento visivo da una riga di testo alla successiva.

Paragone tra alcuni caratteri di Lucida Sans, Calibri ed Easyreading.
Paragone tra caratteri di Lucida Sans, Calibri ed Easyreading.

Se questo continua a sembrarvi un problema che non affligge i normolettori, considerate tuttavia che uno studio sull’utilizzo di Easyreading da parte di oltre 500 alunni (normo lettori e dislessici) di una classe primaria italiana, recentemente pubblicato nella rivista “Brain Science” con il titolo “Dislessia e fonts: è utile un font specifico?”, conclude in questo modo:

Il miglioramento clinico risultante da Easyreading è così costante da raggiungere il naturale miglioramento della lettura di un anno, provando così che Easyreading rende più facile la lettura. (…) Poiché il miglioramento nella scioltezza e nell’accuratezza della lettura è stato notevole in tutti i gruppi (normolettori, lettori con difficoltà, dislessici e studenti con difficoltà cognitive), Easyreading può essere considerato un importante aiuto per tutti gli studenti.

Dislessia e fonts: è utile un font specifico?

Editori virtuosi

Considerato l’impatto che la scelta di una font ha sull’abilità di decodifica del contenuto, non sorprende che case editrici storicamente attente alla questione abbiano adottato Easyreading per i loro libri. In particolare, Telos Edizioni si dimostra pioniera dell’accessibilità. Per “Il Mago Tre Pi” di Lilith Moscon non solo è stato utilizzato il font ad alta leggibilità Easyreading, vengono anche forniti un audiolibro e strumenti di sostegno all’attenzione, alla modifica, alla comprensione e alla decodifica del testo.

TITOLO: Il Mago Tre Pi

AUTRICE: Lilith Moscon

Illustrato da Marta Pantaleo

EDITORETelos Edizioni 

**Una nota sul prezzo di copertina: l’editore ha sconti speciali per i soci AID.

Non ci resta che augurarci che molti altre realtà editoriali colgano presto l’importanza di una tipografia inclusiva, in grado di veicolare al meglio il testo scritto – cartaceo o digitale che sia.

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