Concorsi e premi letterari: qualche dritta

Questa settimana sono stata contattata da una ex collega che mi chiedeva alcune delucidazioni di carattere pratico circa la formattazione di un testo da inviare a un concorso letterario – in quanto esperta, a detta sua.
Esperta non lo sono per nulla, ma la sua semplice domanda mi ha portato a decidere di spendere qualche parola su questo tema. Spero così di farmi anche perdonare la stringata risposta che le ho potuto dare su due piedi in chat.

Innanzitutto, parliamo dell’annosa questione che affligge chi si cimenta con i concorsi e i premi letterari: a pagamento o gratuiti?
Beh, purtroppo non c’è una vera risposta a questa domanda. O meglio, non ce n’è una giusta o sbagliata.
Ci sono diversi concorsi gratuiti davvero carini e ben organizzati e altrettanti da mettersi le mani nei capelli. Stessa cosa per quanto riguarda quelli a pagamento: a quanto pare metterci del denaro non è detto che sia garanzia di qualità.
Dunque, la vera distinzione che vi suggerirei di fare è di valutare il concorso per quello che è: non abbiate timore a porre domande e a informarvi sulle passate edizioni. Anche questo potrebbe essere un valido metro di giudizio: personalmente non mi fiderei di un’organizzazione che lesina risposte o schiva alcune domande di delucidazione poste via mail.

Certo, se siete alla prima impresa, forse è meglio provare con quelli gratuiti (o quantomeno con una quota di iscrizione bassa). Così potrete prendere le misure e rendervi conto se il mondo dei premi letterari fa per voi.
Perché, diciamocelo, non è detto. Se siete abituati a spendere fiumi di parole tanto da riempire libri e libri potreste trovarvi in difficoltà con un racconto, o viceversa.
Sono delle belle palestre per uscire dalla propria comfort zone, ma non è necessario perderci dei soldi all’inizio.
Questo lo dico per esperienza: abbiamo partecipato a concorsi sia con racconti che con romanzi, e la differenza si è vista e sentita durante la lavorazione.
Pensateci.

Per rispondere alla mia amica in maniera più esaustiva sui punti più tecnici, ecco un elenco delle cose da fare – per bene – per evitare di venir eliminati per stupidi tecnicismi.

  • leggete bene il bando: oltre a contenere ovvietà come la dead line,  il genere letterario inerente e amenità simili, vi dirà anche come presentare al meglio la vostra opera (formato del file, font e battute o cartelle richieste). Potrebbero addirittura chiedervi di inserire tutto il testo in un format prestabilito per essere processato direttamente dal loro sito.
  • siate semplici ed esaustivi nel fornire i dati richiesti, sia anagrafici che inerenti al testo. Se vi chiedono una presentazione o una sinossi, non fate i preziosi.
  • se non sono state fornite indicazioni sulla formattazione del testo, ricordatevi allora che la semplicità – e l’umiltà – paga. Non utilizzate font strani o ridicoli (vedi Comic Sans) ma restate sul semplice, come un Times New Roman o Liberation Serif.  E non utilizzate un carattere troppo piccolo. Innanzitutto, se deve essere uno stratagemma per riempire meno pagine e fregare sulla lunghezza del testo, vi ricordo che verranno conteggiate le battute. Optate per un santissimo “12” e la lettura sarà piacevole e scorrevole.
  • numerate le pagine, anche se sono poche e, se possibile, scrivete su ognuna titolo dell’opera e autore.
  • scegliete il formato del file con cognizione di causa: il file .doc è l’unico che tutti i computer del mondo aprono e leggono senza problemi. Quindi, a meno che non sia scritto esplicitamente nel bando di fare altrimenti, utilizzate questo tipo. Se il vostro cruccio è la paternità dell’opera, mettetevi l’anima in pace. Primo, non credo vi siano bande di ladri di racconti pronti a intascarsi il vostro lavoro; secondo, potete sempre lasciar perdere e non partecipare, nessuno vi obbliga.
  • se volete/potete (sempre per non infrangere le regole del bando) potete concedervi il vezzo di creare un rientro alla prima linea. Non esagerate però, un rientro di 0.30 basterà.

Chiedo scusa se in questi punti vi sono sembrata un po’ acida, ma credetemi, negli anni ho visto cose…

Direi che al momento è tutto. Spero di non aver vagheggiato e basta e che questo post sia di qualche utilità a qualcuno.

 

About Gloria

Web editor per lavoro, scrittrice per passione, cuoca e cosplay per hobby. Alla ricerca dello Stargate per viaggiare sempre più lontano.

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